venerdì 26 maggio 2017

Upcycling, significato e opportunità

Tre buoni motivi per dare nuova vita a oggetti usati e renderli ancora più belli.

Hai mai pensato di rimettere a nuovo quella cassettiera che sembra buttare? Oppure di realizzare dei mobili con dei pallet di legno usati? Riciclare gli oggetti usati non è una novità, ma ultimamente è diventata una moda, importata dagli Stati Uniti.

Un italiano su due, dice una ricerca di Espresso Communication, ha pensato di mettersi in casa un prodotto di questa particolare arte lo scorso Natale.

Risparmiare.

Riciclare e riutilizzare gli oggetti conviene, soprattutto in un periodo di crisi economica come quello che abbiamo attraversato negli ultimi. Non compri una cosa nuova, ma decidi di sfruttare fino all’ultimo le cose che ti piacciono recuperandole, magari destinandole a nuovi utilizzi. È il caso dei pallet EPAL, ultimamente usatissimi per gli arredi residenziali ma anche per quelli pubblici.

Rispettare l’ambiente.


Come nel caso dei pallet, si tratta di usare oggetti che hanno già avuto un’altra vita e che poi ne inizieranno una nuova. Siamo nell’era in cui l’attenzione all’ambiente sta aumentando e in cui le persone scelgono di assumere comportamenti più green. Riutilizzare i pallet EPAL, come ha fatto ConLegno, vuol dire allungare il loro ciclo di vita e fare qualcosa in direzione di un’economia sempre più circolare, in cui si producono meno cose e si cerca di utilizzare il più possibile quelle fatte di materiali naturali, come il legno appunto.

> Cerchi dei pallet EPAL? Ecco dove puoi trovarli.

Sviluppare la creatività.


Non si tratta non solo di recycling, di riciclo appunto. A dare maggior valore agli oggetti, upcycling, è proprio quel lavoro creativo fatto per recuperarlo e, a volte, reinventarli. Per creare qualcosa di nuovo ci vuole creatività e gli italiani sembrano mettersi in gioco volentieri in questo tentativo.

In Italia l’upcycling è un fenomeno relativamente recente, forse spinto dalla crisi, sicuramente dalla creatività tipica del nostro paesi ma anche da una sensibilità verso la sostenibilità ambientale. Un nuovo stile di vita se vogliamo, promosso in alcuni paesi dello stesso governo a promuovere l’upcycling verso i propri cittadini.
Chissà che non succeda anche da noi in un futuro speriamo non troppo lontano.


Fonte: Imballaggi & Riciclo

Altre risorse:
http://d.repubblica.it/attualita/2016/12/14/foto/riciclo_creativo_recycling_ideas-3347275/1/?refresh_ce

venerdì 19 maggio 2017

Pallet EPAL, ecco perché devi preferire le aziende col bollino


I pallet col bollino di licenza sono garantiti per la loro qualità.

Non tutti i pallet sono uguali e questo vale sia per quelli nuovi sia per quelli riparati. Produrre pallet di qualità influenza poi la funzionalità di utilizzo, la durata e l’utilizzo.

È per questo che la European Pallet Association (EPAL) si è concentrata nello sviluppo e la salvaguardia del sistema aperto di scambio di pallet di maggior successo per i vettori di carico in tutto il mondo. Ecco i principali numeri di EPAL:

  • Attiva fin dal 1991
  • Più di 1.500 licenze di produzione e di riparazione concesse ad operatori in oltre 30 paesi.
  • Sono 15 i Comitati Nazionali EPAL, mentre sono 4 i rappresentanti.
  • La produzione di pallet EPAL è aumentata del 8,93% e ammonta a 80,5 milioni
  • La riparazione è cresciuta di 1 milione (+4,1%) e si attesta a 25 milioni di pallet riparati.


EPAL verifica costantemente la qualità con rigorosi controlli che garantiscono sicurezza e affidabilità delle aziende che possiedono una licenza di produzione e riparazione. Parliamo di oltre 105 milioni di bancali prodotti e riparati (+4,35%).

Quali sono i requisiti EPAL


Anche per il 2017 EPAL ha previsto che le aziende autorizzate appongano un bollino sul certificato di licenza. Per il cliente si tratta di una ulteriore garanzia della bontà dell’acquisto che sta andando a concludere. Le aziende licenziatarie a marzo hanno ricevuto il bollino che le qualifica come regolarmente licenziatarie anche per quest'anno.

> Ecco dove compare pallet EPAL da un’azienda certificata

Cosa comporta l’omologazione secondo gli standard della European Pallet Association? Sia il proprio lavoro sia il rispetto delle regole inerenti il pallet EPAL sono sottoposte alla verifica di Bureau Veritas che effettua i controlli di qualità per conto di EPAL.

Ogni anno, sono  circa 18.000 controlli che vengono svolti in Europa, oltre 2.000 solo in Italia. La regolare licenza EPAL viene rilasciata dai uno dei 15 Comitati Nazionali dell’associazione europea. Solo queste aziende possono produrre e riparare pallet EPAL.

Come vengono riparati i pallet


Non solo la produzione, ma anche la riparazione dei pallet secondo questo standard europeo viene effettuata secondo dei rigidi standard di qualità previste dal Regolamento Tecnico. I requisiti prevedono l’utilizzo solo di materiale nuovo: tavole, traverse, blocchetti conformi per spessore, lunghezza, smussi e tipo di legno a capitolato tecnico.

La chiodatura del pallet da riparare viene effettuata con chiodi certificati perché l’eventuale utilizzo di chiodi non omologati comporterebbe una minore capacità di resistenza allo strappo, oltre che una capacità di carico ridotta.

Gli operatori certificati assicurano la responsabilità della riparazione portata a termine secondo questi criteri attraverso l’applicazione di un chiodino di controllo che riporta il proprio numero di licenza.

Ecco cosa può succedere se ti dovessi rivolge a riparatori non omologati:

  • Lenta e costante degradazione qualitativa del proprio parco pallet
  • Seri problemi per la sicurezza degli operatori dovuti alla progressiva diminuzione della capacità di carico
  • Problemi alle linee di produzione e ai magazzini automatici
  • Problemi all'interscambio per marchiature non conformi al capitolato. 


Ultima, ma non meno importante conseguenza per chi ripara pallet EPAL senza autorizzazione, c’è il fatto che questa attività viene perseguita legalmente sia in Italia sia in tutti gli altri paesi europei.

> Se non vuoi correre rischi, compra pallet nuovi o usati presso operatori con licenza EPAL.


Fonte: IMBALLAGGI & RICICLO