venerdì 20 novembre 2015

Il nostro lavoro? prevenzione rifiuti!

I riparatori ridanno qualità tecnica al pallet e ai suoi componenti: è un contributo economico, sociale e ambientale che richiede promozione, visibilità e rispetto.

Mercoledì 5 novembre si è tenuta l'assemblea del gruppo riparatori pallet di Assoimballaggi. Angelo Scaroni, consigliere incaricato, insieme ai vice-consiglieri Nicola Semeraro e Anna Sitta, ha innanzitutto presentato ai soci l’aggiornamento sulle conformità al regolamento UE n. 995/2015 sulla Due Diligence per poi passare all’argomento chiave dell’assemblea: la condivisione del progetto che intende promuovere la figura del riparatore professionale, la cui immagine risente da tempo di fatti di cronaca, pregiudizi, dubbi e questioni normative su autorizzazioni e permessi.

“Tramite consulenze normative incontri, circolari e comunicazioni ad operatori e utilizzatori l’immagine Assoimballaggi ha cercato di promuovere, proteggere e valorizzare la sostanza del nostro lavoro e delle nostre attività. Per questo è importante creare un' identità, la quale aiuti l’industria, le logistiche e la distribuzione a sceglierci e ci aiuti nelle relazioni con i comuni, le Arpa, l’Inail, l’ASL, la Polizia municipale, tutti soggetti che non conoscono il ruolo economico, ambientale e sociale che svolgiamo”.

Durante l’incontro è stata ripresa una riflessione che riguarda la possibilità di ritrovarsi sotto una bandiera non formale, ma sostanziale: quella del marchio Riparatori Italiani di Qualità. Cosa porre sotto questa bandiera? L’impegno ad avere una serie di autorizzazioni, appartenenze ma soprattutto conoscenze che ci qualifichino come artigiani professionisti. L’elenco dei requisiti si compone di dieci punti e prevede:

  1. Autorizzazione al recupero dei rifiuti 
  2. Iscrizione Albo Nazionale Imprese Gestione Rifiuti (in caso di trasporto in proprio) 
  3. Gestione formulari identificazione rifiuti 
  4. Gestione registri di carico 
  5. Iscrizioni a Conai e Rilegno 
  6. Iscrizione ad Assoimballaggi 
  7. Iscrizione Conlegno-CT EPAL 
  8. Nullaosta dei Vigili del Fuoco (se richiesta dalle leggi) 
  9. Documento di valutazione rischi 
  10. Documento valutazione rumore 

Accanto ai requisiti normativi, è importante dichiarare le proprie dotazioni e competenze, ad esempio: se si possiede o meno un software di progettazione dei pallet, la raccolta completa della documentazione tecnica e normativa sui pallet (non sull’azienda), l’elenco delle dotazioni tecniche minime (chiodatrici da 40 e 90 e dime per la misurazione), se si è iscritti all’Albo Nazionale Imprese Gestione Rifiuti per un numero di automezzi minimo di 3, se si hanno meno di 7 dipendenti, di avere almeno 4.000 mq di superficie dell’impianto e almeno 200 mq per l’officina dedicata alla riparazione.

Altri requisiti riguardano la conoscenza del manuale per la riparazione edito da Federlegno, la disponibilità a visite ispettive per conoscere il livello di conformità ai requisiti, la tempestività nel dichiarare variazioni dei requisiti, accettare la revoca o sospensione del marchio Riparatori Italiani di Qualità. Quali sono i benefici per tutto questo impegno? Tramite la partecipazione a fiere con stand collettivi dove far conoscere ad imprese utilizzatrici di pallet, ad associazioni di categoria, ai media, agli enti pubblici la qualità del proprio lavoro e il valore sociale ed economico di esso.


Fonte: Imballaggi & Riciclo
www.ribopallets.com

Reverse Charge sui pallet usati 

Una norma che aiuterà a contrastare l’illegalità tributaria e a ridurre il danno economico in capo a molti utilizzatori, nonché a produttori e riparatori di bancali

A fine maggio si vociferava che la UE avesse bocciato il meccanismo del Reverse Charge sulle cessioni di merci alla grande distribuzione. Numerose sono state le richieste relative al coinvolgimento o all’esclusione dei pallet non al primo ciclo di utilizzo.
La norma che ha introdotto la Reverse Charge nella cessione di pallet è entrata in vigore dal 1° gennaio 2015 e rientrando il settore dei pallet tra quelli per i quali preesisteva l’autorizzazione al meccanismo della Reverse Charge da parte dell’Unione Europea stessa, in immediata applicazione della Direttiva 2006/112/CE del Consiglio del 28 novembre 2006 non aveva necessità di ottenere alcuna autorizzazione da parte della Comunità Europea. Prova ne è il fatto che, appena la Reverse Charge sui pallet è entrata in vigore, la stessa Agenzia delle Entrate ha emesso una sua circolare sui beni ceduti alla grande distribuzione. Pertanto la Reverse Charge sui pallet usati e quelli nuovi (come da circolare Agenzia delle Entrate n.14/E del 27 marzo 2015) non rientra fra l’oggetto delle notizie relative alle cessioni di merci alla grande distribuzione.


Un meccanismo semplice

Dal 1° gennaio 2015 la cessione dei pallet non nuovi è soggetta alla disciplina IVA della Reverse Charge (inversione contabile) secondo la quale il cedente, al momento della vendita, è obbligato all'emissione della fattura senza addebito d’imposta e il cessionario, in fase di acquisto, deve provvedere ad integrare la fattura con l’IVA, la quale essendo registrata sia a debito che a credito, sarà neutrale ai fini dell’imposta.

Questione etica e ambientale

L’inclusione dei pallet usati nel regime della Reverse Charge, meccanismo che interessa altri settori come quello delle cessioni alla grande distribuzione e alla pubblica amministrazione, rientra nella più ampia politica del governo di contrasto all’evasione fiscale e alle frodi IVA. Sono soggette al nuovo regime della Reverse Charge le vendite di pallet non nuovi la cui consegna o spedizione al compratore avviene a decorrere dal 1° gennaio 2015. Per tutte le imprese del settore pallet usato occorre applicare Il Contributo Ambientale Conai sui pallet usati, riparati o semplicemente selezionati come specificato dalla Circolare Conai/Rilegno del 10 dicembre 2012 in merito alla delibera Conai del 21 novembre 2012. Il contributo Ambientale Conai addebitato in fattura segue la stessa sorte del pallet ceduto e, quindi, soggetto esso stesso al regime della Reverse Charge.

Adempimenti del cedente venditore 

Il cedente deve emettere fattura senza addebito d’imposta, riportando nella fattura la seguente frase: “operazione soggetta al regime di inversione contabile ai sensi dell’art. 74, comma settimo del D.P.R. n. 633/72”.


Adempimenti del cessionario acquirente 

L’acquirente dei pallet usati sarà tenuto a:

  1. integrare la fattura emessa dal cedente, senza addebito d’IVA, indicando l’aliquota IVA e la relativa imposta; 
  2. registrare la fattura così integrata nel registro delle fatture di vendita o dei corrispettivi, entro il mese di ricevimento ovvero anche successivamente, ma comunque entro quindici giorni dal ricevimento e con riferimento al relativo mese; 
  3. registrare la medesima fattura nel registro degli acquisti ai fini della detrazione dell’imposta. Invece, se il cessionario (il compratore) non è un soggetto passivo ai fini Iva nel territorio dello stato, ad esempio un privato o un soggetto estero non registrato ai fini Iva in Italia, il cedente (il venditore) dovrà addebitare l’IVA a titolo di rivalsa nei modi ordinari.

Chiarimenti recenti 

L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 14/E del 27 marzo 2015 dal titolo “Reverse charge - Estensione a nuove fattispecie nel settore edile, energetico, nonché alle cessioni di pallets recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo. Primi chiarimenti - Articolo 1, commi 629 e 631 della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (Legge di stabilità 2015), in merito all’applicazione del regime della Reverse Charge nei vari settori e conseguentemente nel settore dei pallet, ha fornito definitivi chiarimenti.

Per ulteriori utilizzi 

Secondo l’Agenzia delle Entrate, è necessario che i bancali in legno siano pallet recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo affinché si possa applicare l’inversione contabile. Non è richiesta la condizione che i pallet siano inutilizzabili (come ad esempio per i rottami) rispetto alla loro originaria destinazione se non attraverso una fase di lavorazione e trasformazione.

Pallet nuovi ri-ceduti 

L’Agenzia estende il concetto di primo utilizzo anche al mero utilizzo commerciale; in quanto il bene (essendo sottoposto al trasporto, magazzinaggio, selezione, etc) è di fatto un bene recuperato ad un ciclo di utilizzo successivo al primo. Tutte le fasi di rivendita successive alla prima saranno quindi soggette al regime dell’inversione contabile. Questo significa che tutte le cessioni di rivendita di pallet nuovi saranno assoggettati al regime della Reverse Charge, inclusi importatori e acquirenti da paesi comunitari.


Fonte: Imballaggi & Riciclo
www.ribopallets.com

Un’oasi green in centro città 

Le proposte di conlegno per realizzare un angolo verde sul proprio balcone

Grazie alle proposte di orto urbano e parete verde realizzate da ConLegno con la linea di arredamento 800x1200 eco-design realizzata interamente con pallet e imballaggi in legno riutilizzato, è ora possibile vivere in un appartamento di città senza rinunciare al piacere di avere un orto in cui coltivare verdure e ortaggi di stagione. Basterà uscire un momento sul balcone per rifornirsi di insalata, pomodori o basilico dalla propria “dispensa green” dal design unconventional ma costo accessibile. Lo spazio a disposizione è poco?

Per ConLegno gli spazi ridotti non sono un limite anzi stimolano la creatività, dando origine a soluzioni semplici ma di grande impatto. Ad esempio nei balconi di piccole medie dimensioni, l’ideale è sfruttare la verticalità grazie all’impiego di pareti verdi; esse sono realizzate in diverse varianti, a seconda della posizione dei vasi e dei ripiani. Grazie alla moltitudine di funzioni e di varianti ogni soluzione è unica, oltre che dall’artigianalità con cui viene realizzata, dal fatto che questi arredi sono personalizzabili anche a livello di colori. Inoltre, a seconda del trattamento a cui vengono sottoposti, possono essere usati sia in interno che per esterni. Acquistabili su richiesta, orti urbani e pareti verdi vengono consegnati, su scelta del cliente, già assemblati o, per chi non volesse rinunciare alla soddisfazione di costruire da solo il proprio orto in terrazzo, da montare con l’aiuto delle apposite istruzioni.


Fonte: Imballaggi & Riciclo
www.ribopallets.com