lunedì 8 giugno 2015

Quando il legno riciclato diventa elemento d’arredo

Cuscini, lampade e tavolini dal doppio uso oggi si costruiscono con il legno usato, sapientemente lavorato e trattato. Sono tante le creazioni del laboratorio Reverse che insegna come tutto il legno si possa riciclare con un pizzico di creatività

Partire dalla fine per creare un nuovo inizio: questo è il pensiero di Reverse, un laboratorio Veronese formato da tre giovani ragazzi: Nicola Gastaldo, architetto e fondatore di Reverse che si occupa di progettazione e realizzazione dei progetti, Federica Collato, economista e fondatrice di Reverse che si occupa dell’ambito commerciale e Michele Pistaffa, responsabile del laboratorio che realizza i manufatti e tiene relazioni con i fornitori. 
La filosofia alla base per ogni singolo prodotto è quella del riciclo, dalla scelta dei materiali, alla progettazione fino alla lavorazione e vendita; scegliendo sempre come base gli scarti di lavorazione delle industrie del territorio, con l’intento di offrire nuova vita a dei materiali che altrimenti sarebbero destinati allo smaltimento.
Reverse utilizza prevalentemente lavorazioni manuali e a basso consumo di energia ed essendo le materie prime già state utilizzate, non sono mai standard e costanti, così richiedono sempre una nuova progettazione prima di trasformarsi nuovamente in qualcosa di utile, come ad esempio: appendiabiti, divani, cucine, librerie, tavoli o lampade. 

Gli elementi di arredo
Il progetto di Lucrezia Pascale è sicuramente interessante ed originale, si tratta del ‘wood pillow’ (dall’inglese ‘cuscino di legno’). Si parte riunendo in dosi massicce la segatura, la quale andrà inserita all’interno di rivestimenti creati con materiale di recupero proveniente dai teli impiegati nelle serre in campagna, solitamente trasparenti. Ed ecco che nascono sedute o cuscini di misure variabili, veri e propri elementi di arredo alternativi. 
Un’idea elegante per una lampada in materiale 100% riciclato è il ‘libroluce’. Interamente realizzata con assi di recupero precedentemente levigate e rifinite, su cui è fissato un libro aperto e una lampadina in misure variabili. Ed è così che, quasi magicamente, dal libro esce una luce delicata e soffusa. Materiali di recupero come pallet usati possono essere adoperati per realizzare ‘coppia w’,
ovvero un tavolino/seduta, basta infatti rovesciarne alcune parti per cambiare la struttura. Info: www.reverselab.it

Fonte: Imballaggi & Riciclo
www.ribopallets.com

Un osservatorio ecologico si costruisce con i pallet usati

Si parte da un centinaio di pallet usati che, una volta ridotti ai loro elementi primari, vengono riassemblati con grande tecnica. Il risultato è un’installazione unica dove
Poter ammirare le stelle


Possono musica, storia, architettura e riciclo convivere assieme? 
L'architetto Paolo Robazza è riuscito nell'impresa! Col solo utilizzo di pallet usato, ha realizzato un’installazione temporanea all’interno del Parco archeologico e culturale del Tuscolo che, in occasione del Festival musicale ‘Frammenti’ tenutosi a Frascati lo scorso settembre, ha riscosso molto successo..

La struttura 
La composizione è formata da circa 120 pallet usati, i quali una volta smontati sono stati riassemblati fra loro per comporre un guscio osservatorio di forma cilindrica, aperto sul cielo. La collocazione irregolare dei tanti listelli di legno và a creare una struttura tridimensionale con uno spazio interno abitabile, arredato con amache colorate poste ad altezze diverse, per rilassarsi mentre si guardano le stelle, si ascolta buona musica o si parla con le altre persone presenti.
In uno scenario unico al mondo, il parco archeologico e culturale del Tuscolo offre allo spettatore l’opportunità di immergersi nell’osservazione delle stelle sulle note del celebre festival.

La mission dello studio BAG BAG 
Definita una forma di arredo sperimentale, la costruzione dell’osservatorio è un chiaro esempio di architettura sostenibile. Lo studio BAG utilizza materiali locali e naturali, come il pallet, sperimentando tecnologie innovative con tecniche tradizionali al fine di sviluppare soluzioni di design che consentono un elevato risparmio energetico e benessere dell’abitare. Organizza inoltre workshop formativi attraverso i quali è possibile partecipare direttamente ai lavori di costruzione. Un modo per trasformare il cantiere da spazio privato a momento di condivisione, ricerca, apprendimento e apertura all’architettura sperimentale. Info: www.bagstudio.org

Fonte: Imballaggi & Riciclo