venerdì 19 maggio 2017

Pallet EPAL, ecco perché devi preferire le aziende col bollino


I pallet col bollino di licenza sono garantiti per la loro qualità.

Non tutti i pallet sono uguali e questo vale sia per quelli nuovi sia per quelli riparati. Produrre pallet di qualità influenza poi la funzionalità di utilizzo, la durata e l’utilizzo.

È per questo che la European Pallet Association (EPAL) si è concentrata nello sviluppo e la salvaguardia del sistema aperto di scambio di pallet di maggior successo per i vettori di carico in tutto il mondo. Ecco i principali numeri di EPAL:

  • Attiva fin dal 1991
  • Più di 1.500 licenze di produzione e di riparazione concesse ad operatori in oltre 30 paesi.
  • Sono 15 i Comitati Nazionali EPAL, mentre sono 4 i rappresentanti.
  • La produzione di pallet EPAL è aumentata del 8,93% e ammonta a 80,5 milioni
  • La riparazione è cresciuta di 1 milione (+4,1%) e si attesta a 25 milioni di pallet riparati.


EPAL verifica costantemente la qualità con rigorosi controlli che garantiscono sicurezza e affidabilità delle aziende che possiedono una licenza di produzione e riparazione. Parliamo di oltre 105 milioni di bancali prodotti e riparati (+4,35%).

Quali sono i requisiti EPAL


Anche per il 2017 EPAL ha previsto che le aziende autorizzate appongano un bollino sul certificato di licenza. Per il cliente si tratta di una ulteriore garanzia della bontà dell’acquisto che sta andando a concludere. Le aziende licenziatarie a marzo hanno ricevuto il bollino che le qualifica come regolarmente licenziatarie anche per quest'anno.

> Ecco dove compare pallet EPAL da un’azienda certificata

Cosa comporta l’omologazione secondo gli standard della European Pallet Association? Sia il proprio lavoro sia il rispetto delle regole inerenti il pallet EPAL sono sottoposte alla verifica di Bureau Veritas che effettua i controlli di qualità per conto di EPAL.

Ogni anno, sono  circa 18.000 controlli che vengono svolti in Europa, oltre 2.000 solo in Italia. La regolare licenza EPAL viene rilasciata dai uno dei 15 Comitati Nazionali dell’associazione europea. Solo queste aziende possono produrre e riparare pallet EPAL.

Come vengono riparati i pallet


Non solo la produzione, ma anche la riparazione dei pallet secondo questo standard europeo viene effettuata secondo dei rigidi standard di qualità previste dal Regolamento Tecnico. I requisiti prevedono l’utilizzo solo di materiale nuovo: tavole, traverse, blocchetti conformi per spessore, lunghezza, smussi e tipo di legno a capitolato tecnico.

La chiodatura del pallet da riparare viene effettuata con chiodi certificati perché l’eventuale utilizzo di chiodi non omologati comporterebbe una minore capacità di resistenza allo strappo, oltre che una capacità di carico ridotta.

Gli operatori certificati assicurano la responsabilità della riparazione portata a termine secondo questi criteri attraverso l’applicazione di un chiodino di controllo che riporta il proprio numero di licenza.

Ecco cosa può succedere se ti dovessi rivolge a riparatori non omologati:

  • Lenta e costante degradazione qualitativa del proprio parco pallet
  • Seri problemi per la sicurezza degli operatori dovuti alla progressiva diminuzione della capacità di carico
  • Problemi alle linee di produzione e ai magazzini automatici
  • Problemi all'interscambio per marchiature non conformi al capitolato. 


Ultima, ma non meno importante conseguenza per chi ripara pallet EPAL senza autorizzazione, c’è il fatto che questa attività viene perseguita legalmente sia in Italia sia in tutti gli altri paesi europei.

> Se non vuoi correre rischi, compra pallet nuovi o usati presso operatori con licenza EPAL.


Fonte: IMBALLAGGI & RICICLO

venerdì 28 aprile 2017

Pallet ‘falsi’: come arginare questo preoccupante fenomeno.

Ecco i numeri 2016 sugli interventi, resi noti dalla Guardia di Finanza.


Potrebbe sembrare uno scherzo, ma quello della contraffazione dei pallet è invece un fenomeno definito “preoccupante” da Ettore Durbiano, presidente di Assoimballaggi (in carica fino allo scorso febbraio).

Marchi contraffatti su più di 2 milioni di pallet.

Questi i numeri resi noti dal Comando Generale della Guardia di Finanza sull’attività di contrasto al traffico di bancali rubati per l’anno 2016:

  • 144 interventi nel comparto della fabbricazione e riparazione di imballaggi in legno, pallet e contenitori per trasporto;
  • contestazione di una maggiore base imponibile pari a circa 22 milioni di euro e IVA evasa per circa 7 milioni di euro;
  • individuazione di 27 soggetti completamente sconosciuti al fisco e di 34 lavoratori irregolari;
  • sequestro di 2,3 milioni di pallet con marchio contraffatto.

I numeri raccolti grazie all’impegno del sottosegretario ai Trasporti, Simona Vicari, sono preoccupanti e confermano la necessità di proseguire senza esitazioni la lotta all’illegalità - ha commentato Durbiano - E ciò deve avvenire utilizzando strumenti investigativi ma, soprattutto, intervenendo con norme e leggi che consentano di contrastare efficacemente il fenomeno all’origine, come la ‘reverse charge’ applicata ai pallet con lo scopo di ridurre i fenomeni di frode ed evasione IVA evitando che l’acquirente porti in carico l’imposta che il cedente non provvede a versare all’erario”.


Mancati versamenti dell’IVA sui pallet ‘tarocchi’.

L'inversione contabile, o reverse charge, è un particolare meccanismo di applicazione dell'IVA, per effetto del quale il destinatario di una fornitura di beni o prestazione di servizi (cliente), se soggetto passivo nel territorio dello stato, è tenuto all'assolvimento dell'imposta al posto del fornitore o prestatore.

La normativa ha dato una forte spinta ai produttori e riparatori italiani, che da anni applicano le regole con grande serietà. Questo ha permesso di arginare in parte il fenomeno delle società import-export organizzate nell’acquisto di ingenti quantitativi di pallet da Paesi intra-UE e rivenduti sul territorio italiano, senza però poi versare l’IVA dovuta all’erario.

Se stai cercando dei pallet, affidati a fornitori affidabili e d’esperienza. Ecco dove puoi trovare pallet di legno nuovo e usati.

Fonte: Guardia di Finanza e Logistica Management

martedì 18 aprile 2017

Grazie al legno, posti di lavoro e benefici per il clima

Usare il legno è la scelta migliore per mitigare gli effetti delle emissioni di CO2 sui cambiamenti climatici.


In che modo l’industria del legno contribuisce al benessere del clima del nostro pianeta? Grazie alla capacità di immagazzinare carbonio e sostituendo materiali non rinnovabili.

La produzione e la lavorazione del legno ha una così alta efficienza energetica che i prodotti realizzati hanno un bassissimo impatto dal punto di vista delle emissioni di carbonio. Li possiamo quindi definire ecologici.

Il rapporto tra impiego di legno e riduzione di emissioni.


Risultato delle lavorazioni dell’industria del legno sono i cosiddetti Harvested Wood Products (HWPs) cioè i prodotti realizzati con materiali a base di legno provenienti da foreste e impiegati per la realizzazione di mobili, pallet, compensato, carta e prodotti di carta oppure per l'energia.


Il legno può tranquillamente essere usato per sostituire i materiali non rinnovabili. Nell’edilizia, per esempio, nelle cosiddette Green House Gas (GHG), può contribuire a ridurre le emissioni e l’utilizzo di combustibili fossili, oltre che aumentare la ritenzione di carbonio al suo interno.


> Ti servono pallet di legno per la tua attività? Ecco dove trovare bancali nuovi e usati.


Ogni metro cubo di legno usato negli edifici permette di catturare una tonnellata (!) di CO2. Si ottengono quindi vantaggi significativi nella mitigazione dei cambiamenti climatici. Incoraggiare l’utilizzo di prodotti in legno è per questo motivo auspicabile da parte degli stati membri dell’Unione Europea.

Per fare un altro esempio, un aumento anche solo del 4% della produzione dell’Industria Europea del legno consentirebbe di ridurre la presenza di CO2 nell’atmosfera di 150 milioni di tonnellate (circa il 3% del totale delle emissioni europee). Non solo, si potrebbero creare 80.000 nuovi posti di lavoro e un valore di 2,35 milioni di euro nell’economia del continente.

L’importanza di un’economia circolare.


Per far sì che tutto questo possa diventare realtà, servirebbe un decisa politica di supporto a un tipo di economia bio e di tipo circolare.


Le aziende dell’industria del legno dell’Unione Europea si sono impegnate a rifornirsi di legno proveniente da foreste gestite secondo i principi ecologici, economici, sociali e di sostenibilità. Le foreste europee gestite in modo sostenibile contribuiscono a trattenere e non emettere nell’aria il 9% delle emissioni GHG.


Il ‘sequestro’ di CO2 nelle foreste nel lungo periodo, e così la possibilità di mitigare gli effetti sul cambiamento del clima, può aumentare grazie a una gestione attiva e corretta delle foreste, oltre che da interventi di rimboschimento.


In Europa, il settore del legno dà lavoro a oltre un milione di persone in più di 175.000 aziende, per un fatturato di 125 miliardi di euro l’anno.


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Ribo Pallets
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sabato 25 marzo 2017

Pallet pooling, cos’è e perchè fa risparmiare

La gestione dei pallet è uno dei nei dell’autotrasporto italiano, ecco una possibile soluzione.

Che fine fanno i bancali di legno una volta che la merce viene consegnata? La gestione dei pallet nella logistica è un problema attuale e, sembrerebbe, cronico del nostro paese. Ne ha parlato Antonio Malvestio, presidente del Freight Leaders Council, l’associazione che da 25 anni studia l’evoluzione della logistica e riunisce i maggiori operatori del settore, intervenuto durante il convegno sul tema organizzato a Bologna lo scorso gennaio dal Gruppo CDS in collaborazione con FIAP, Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali.

Dal confronto con gli operatori è emerso che la situazione dei pallets in Italia non ha avuto evoluzioni positive negli ultimi anni e rimane uno dei tanti talloni d’Achille della movimentazione delle merci via strada.

> Ti servono pallet per il trasporto delle tue merci? Ecco dove comprare pallet nuovi, usati e riciclati.

La possibile soluzione: il Pallet pooling.

Malvestio ha provato però a proporre delle soluzioni a questo problema che rappresenta un'eccezione negativa nel panorama europeo. Ne ha indicate sostanzialmente due:

  1. Pallet pooling: una pratica con molti benefici e perfetta compatibilità economica per grandi realtà, mentre risulta meno conveniente per la gestione di flussi minimi. In cosa consiste il Pallet pooling? Al posto dell’interscambio dei bancali (la pratica più usata attualmente: il trasportatore stesso chiede al destinatario di restituire un numero di pallet pari a quelli consegnati negli imballi della merce), il pallet pooling prevede che il recupero dei bancali venga fatto direttamente dalla società che mette a disposizione il servizio di pooling. L’operazione viene portata a termine una volta che i pallet vengono liberati presso il punto vendita finale, eliminando i costi di trasporto e garantendo il riutilizzo di bancali la cui qualità è garantita a monte dall’azienda specializzato.
  2. Professionisti dei bancali: il presidente del FLC ha anche lanciato l’idea di formare dei veri e propri professionisti dei pallets, con “stages per neolaureati che tanto faticano a trovare impieghi interessanti per completare gli studi”.

Interscambio di pallet, quanto mi costi!

Perchè l’interscambio di pallet è così costoso? In apparenza può sembrare il sistema migliore, quello in cui tutti gli attori della filiera, cioè produttori, operatori logistici, centri di distribuzione e punti di vendita finali si scambiano i pallet. A ogni bancale consegnato, pieno di merce, viene restituito un pallet vuoto, compatibile secondo lo standard Epal. Ma cosa succede se lo scambio non avviene alla consegna? Nel caso in cui i pallet siano consegnati in un secondo momento i costi ovviamente lievitano, si aggiungono infatti quelli del trasporto per andare a riprenderli.

Cosa succede poi se la qualità dei pallet restituiti è inferiore a quella dei bancali inviati? Spesso l’interscambio è affidato agli stessi trasportatori, che operano per aziende terze. Difficile pensare che si preoccupino più di tanto dello stato dei bancali resi dopo la consegna. Questo quindi è un altro costo, quello di un’eventuale sostituzione dei pallet danneggiati. La gestione dei pallet a rendere prevede quindi diverse problematiche da tenere in considerazione, difficilmente i costi possono essere tenuti sotto controllo.

> Qui puoi chiedere una consulenza sulla gestione dei pallet della tua azienda.

Conclusioni.

Malvestio ha invitato le aziende di trasporto, notoriamente l’anello debole del sistema dei trasporti merci Italiani, a fare una attenta e puntigliosa analisi dei costi relativi alla gestione dei pallets per poter documentare le spese effettivamente sostenute.

Una conoscenza approfondita dei propri costi per gestire i bancali – ha ribadito Malvestio – assieme ad una migliore conoscenza delle leggi esistenti faciliterebbe senz’altro la negoziazione e consentirebbe di classificare i committenti in base alla distanza dalle buone pratiche”.

Infine, il presidente del FLC ha indicato il pallet pooling come una pratica con molti benefici e perfetta compatibilità economica per grandi realtà, mentre risulta meno conveniente per la gestione di flussi minimi. Il risparmio del pooling, infatti, è assicurato solo per volumi che superano i 4.000 pallet l’anno.


Fonti:

sabato 11 marzo 2017

Pallet usati e riciclati: come riconoscere i principali difetti

Esistono imperfezioni dei bancali di legno che è bene conoscere per amministrare al meglio il proprio parco pallet.

Gestire una grossa quantità di pallet appena acquistati, usati, riciclati, ma anche nuovi, e scoprire che hanno quelli che sembrano difetti. Il legno risulta macchiato, vedi dei segni scuri che sembrano muffa e che ti fanno pensare prima di tutto che i pallet abbiamo un problema di deterioramento, poi che possano creare problemi alla salute di chi li maneggia. La prima cosa che ti verrebbe in mente è quella di chiamare il tuo fornitore e chiedere la sostituzione di tutto il lotto.

> Ti servono pallet per il trasporto delle tue merci? Ecco dove comprare pallet nuovi, usati e riciclati.

La verità è però è che ci sono diversi tipi di funghi che crescono nel legno ma che non sono una minaccia per la salute. Inoltre, esistono difetti naturali che possono sembrare delle muffe ma in realtà non sono di origine biologica, non sono quindi causati da microrganismi come i tanto temuti batteri. Saper capire e distinguere questi difetti ti può permettere di risparmiare tempo, denaro e molte preoccupazioni.

Il report ‘Wood Discolourations & Their Preventions, with an Emphasis on Bluestain’, prodotto dall’ente non profit canadese FPInnovations, si occupa proprio di questi tipi di imperfezioni del legno e di come identificarle.

Macchia di ferro.

È la macchia scura più comune che si può notare sul legno, è causata da particelle di ferro che si depositano sul legname, per esempio durante il trasporto. È sufficiente che un filo d'acciaio, dei punti metallici, delle lame o dei chiodi entrino in contatto diretto con il legno e, una volta inumidito, potrebbe diventare scuro di questo tipo di macchia ferrosa.

Macchia marrone.

Un comune tipo di scolorimento capita quando il legno viene asciugato in un forno. In superficie questa anomalia si presenta con un colore marrone, mentre all’interno può essere anche più scura, cioè nera, per effetto del ferro o del manganese.

Esposizione al sole.

Se i tuoi pallet non sono conservati in posti coperti e sono esposti al sole, col tempo il legno si scurirà, come se si fosse abbronzato. Potrebbe così sembrare sporco o danneggiato. Questo succede perché l’esposizione al sole provoca una reazione chimica nei tannini del legno.

Scolorimenti enzimatici.

Querce, faggio, aceri e le altre specie di legno duro sono suscettibili allo scolorimento enzimatico. È dovuto alla reazione di enzimi o composti polifenolici nelle cellule viventi. Il risultato è una macchia di tono grigio o marrone.

Scolorimenti minerale.

Le tipiche manifestazioni di questa imperfezione sono le strisce sul legno di quercia, o le
macchie verdi o marroni sugli aceri, o zone che vanno dal viola al nero sui pioppi. Lo scolorimento minerale si può notare anche negli alberi che sorgono in terreni ricchi di minerali.

Conclusione.

Prevenire scolorimenti dovuti ai materiali ferrosi e agli agenti atmosferici è una cosa fattibile, abbastanza facile da gestire. Se abitualmente tieni i tuoi pallet di legno all’aperto, cerca di tenerli coperti e in un posto ventilato. Gli altri tipi di imperfezioni sono dovuti a cause naturali che sono difficili da tenere sotto controllo e da evitare.


Ribo Pallets
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venerdì 24 febbraio 2017

Sostenibilità ambientale ed economica: l’importanza delle foreste

In Italia, come in Europa, ci sono più alberi. Ma la crescita dipende da fattori negativi.

Le foreste in Europa stanno aumentando. A dirlo erano già nel 2011 i numeri della FAO che riportavano un aumento annuo di 0,8 milioni ettari.. Negli ultimi vent’anni, le zone boschive sono aumentate nel nostro continente di 16 milioni di ettari, un’area grande più o meno come l’intera Irlanda.


Perché è importante una crescita responsabile.


La crescita delle foreste deve essere però gestita. In Europa, vengono piantati cinque alberi per ogni pianta che viene invece abbattuta; in questo modo, il legno diventa l’unico vero materiale realmente rinnovabile. Inoltre, l’espansione delle foreste e l’innesto di nuovi alberi ha un impatto positivo sull’economia e sul benessere della comunità. Aumenta la biodiversità e ii livelli di anidride più bassi contribuiscono a ridurre il tasso di mortalità dovuto alla qualità dell’aria.

> Vuoi contribuire alla sostenibilità ambientale? Usa packaging di legno, usa questo materiale perfettamente rinnovabile. Ecco dove trovare pallet usati, pallet nuovi o in legno riciclato.


In Italia le foreste aumentano, ma…


Anche in Italia gli alberi stanno guadagnando terreno, ma non per merito di una politica virtuosa di gestione delle foreste.

Come sono i nostri boschi? Sono fitti, formati da specie povere, non più curati come un tempo. Una volta il bisogno di legna per riscaldarsi e cucinare faceva in modo che la pulizia e la sostituzione degli alberi fossero pratiche abituali. In caso di incendio oggi sono diventate difficili perfino le operazioni di accesso alle aree con conseguente difficoltà di controllo delle fiamme in caso di incendi.

Lo studio più completo realizzato ad oggi sulle nostre foreste è l’Infc (Inventario nazionale delle foreste e dei serbatoi forestali di carbonio), frutto del lavoro del Corpo Forestale dello Stato, insieme all’Unità di ricerca per il monitoraggio e la pianificazione forestale del Crea (Centro di ricerca per le Politiche e la Bioeconomia e Centro di ricerca per le Foreste e il Legno).

Secondo questo Inventario, aggiornato al 2014, le foreste e i boschi italiani sono cresciuti negli ultimi decenni: la superficie forestale nazionale ha registrato un più 5,8 per cento rispetto al 2005 ed è pari a 10.987.805 ettari.

Di questa quantità, però, solo 1.700 ettari l’anno sono dovuti a imboschimento ‘gestito’, il resto è il risultato dell’espansione naturale del bosco, conseguenza del progressivo abbandono di molte zone dove sono state lasciate le attività agricole e pastorali.

Le foreste italiane ricoprire il 34 per cento della superficie nazionale e il 5 per cento della superficie europea, quantità che vale al nostro paese il sesto posto in Europa (Russia esclusa).

Per seguire l’esempio di molti altri paesi europei, in Italia servirebbe una politica di forestazione più consapevole.


Fonti: Infc (Inventario nazionale delle foreste e dei serbatoi forestali di carbonio), Confederation of Timber Industries.


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sabato 18 febbraio 2017

Ecco come si fa a giocare col riciclo

Educare al riciclo attraverso il gioco per imparare a valorizzare i materiali nell’ottica di economia circolare.

Cosa fare per diffondere tra le persone la cultura del riciclo in modo efficace? Una risposta può essere quella di attivare iniziative come queste::

  • Ospitare e supportare eventi specifici.
  • Promuove i benefici per la comunità del recupero del legno.
  • Sviluppare campagne di sensibilizzazione per aumentare la coscienza generale sul riciclo del legno.
  • Organizzare delle “giornate del riciclo del legno”
  • Rivolgersi soprattutto alle donne, le statistiche dicono infatti che sono più se sensibili al tema della sostenibilità e acquistano in maggior quantità i prodotti riciclati.


Educare al riutilizzo attraverso il gioco

Queste attività possono andar bene soprattutto per gli adulti, ma cosa si può fare per educare i bambini verso questo tema? Se è vero che giocando s’impara, quella di utilizzare una sorta di videogame è sicuramente molto interessante.

Ecco quindi che nelle scuole di tutta Italia sta per arrivare Waste Travel 360°, un viaggio virtuale alla scoperta del mondo dei rifiuti e del riciclo percorribile tramite immagini HD a 360° navigabili intuitivamente da tutti i dispositivi.

Vuoi contribuire al riciclo del legno? Ecco dove trovare pallet usati o riciclati.


Come funziona

I piccoli utenti possono godere di una visita interattiva nel mondo dei rifiuti, che non sono più considerati come scarto da destinare alla discarica ma come materiali dagli usi infiniti. Come in un videogioco, i bambini possono scegliere dove collocare un rifiuto e accompagnarlo nel processo di valorizzazione fino alla creazione di nuovi prodotti riciclati.

Waste Travel 360° promette un’esperienza dal notevole impatto emozionale che consente di interagire direttamente con i materiali, dal legno al vetro, dall’alluminio alla plastica, dall’acciaio alla carta. Virtuale quindi sì, ma anche molto pratico e concreto verso il tema del contenimento degli sprechi e del riutilizzo dei materiali.

Il progetto è stato ideato da Ancitel Energia&Ambiente con il supporto tecnico della start up PEARLeYE HD Virtual Tour e patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e con il contributo ed in collaborazione con Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) e i Consorzi di Filiera del sistema che hanno fornito preziose informazioni sui materiali che quotidianamente raccolgono e trasformano in nuova materia: Cial per l’alluminio, Comieco per carta e cartone, Corepla per la plastica, Coreve per il vetro, Ricrea per l’acciaio e Rilegno per il legno.


Fonti: Rilegno e Cial.

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