giovedì 29 marzo 2018

Ecopallet, i bancali green volano: un 2017 da record


I pallet EPAL conquistano il commercio e l'industria in tutto il mondo con la loro alta qualità e l’alto tasso di riutilizzo.

La European Pallet Association e.V. (EPAL) ha annunciato un risultato record per il 2017, sono stai infatti 115,8 milioni i vettori di carico di qualità EPAL prodotti e riparati lo scorso anno. Rispetto all'anno precedente, si tratta di un aumento di quasi il 10%. Nel 2017, solo i dati sulla produzione sono aumentati del 9,7% a 88,3 milioni di pallet EPAL, mentre i dati sulle riparazioni sono saliti a 27,5 milioni.



L'Europallet EPAL è considerato un indicatore precoce per l'economia. Il crescente barometro economico nei paesi economicamente forti negli ultimi anni ha spinto la domanda di Europallet EPAL a un picco lo scorso anno: i produttori e i riparatori EPAL hanno lavorato a pieno regime per mesi. La domanda persistente di legname segato ha portato a una carenza di materie prime nel 2017 e un enorme aumento dei prezzi del legname segato per pallet, aumentando la pressione sui costi per i produttori di pallet EPAL.

Come viene testata la qualità EPAL


Martin Leibrandt, CEO di EPAL, ha commentato così gli ultimi numeri sul settore dei bancali in legno:

Gli attuali picchi di domanda possono essere ammortizzati adottando una pianificazione solida e una partnership di lungo termine tra produttori di pallet EPAL, fornitori e clienti. Le eccezionali cifre del 2017 sono il risultato del lavoro congiunto di tutti i Comitati Nazionali EPAL e dei soggetti licenziatari, e un segnale che il commercio e l'industria fanno sempre più affidamento su qualità e sicurezza certificata, che nel lungo periodo ripaga”.

È la società di ispezione Bureau Veritas ha effettuare questi test per il Comitato tecnico EPAL. Questa attività garantisce la qualità dei pallet e nel 2017 sono stati oltre 2.600 controlli solo in Italia.

Il sistema EPAL con i suoi tre pilastri di standardizzazione internazionale, assicurazione della qualità indipendente e protezione e perseguimento delle violazioni dei diritti dei marchi, garantisce agli utenti pallet di legno di alta qualità per una logistica efficiente. Gli Europallet EPAL sono realizzati da legno sostenibile (CO2-neutral), possono essere riutilizzati più volte e possono essere riparati in modo economico, preservando così anche le risorse naturali.

La produzione di bancali EPAL in Italia


Nel nostro paese il marchio EPAL è gestito da Conlegno che ha oltre 1.600 imprese consorziate, 14 marchi gestiti a livello nazionale e internazionale e due sedi a Milano e Roma. Le aziende del Consorzio per la tutela del legno e del sughero hanno chiuso il 2017 con un +6% rispetto all'anno precedente, toccando la quota complessiva di 9.293.737 pallet, di cui 5.209.189 prodotti e 4.084.548 riparati.

> Ecco dove comprare pallet nuovi o usati, scegli operatori con licenza EPAL.


Fonti:



mercoledì 28 febbraio 2018

Come promuovere il riciclo in azienda


Riciclare quanto è possibile anche sul posto di lavoro: promuovi la formazione di un ‘green team’.
In Italia la cultura del riciclo deve fare ancora molta strada, ma negli ultimi anni abbiamo fatto dei passi avanti, anche se non in tutte le regioni. Al di là dei piani per il riciclo a livello pubblico, cosa si fa nelle azienda per promuovere questa pratica virtuosa?

Se non sono i vertici delle aziende ad avere l’iniziativa, possono benissimo essere i dipendenti ad organizzare un piano di riciclo sul posto di lavoro. E’ sufficiente un piccolo ‘green team’ formato da poche persone per avviare un programma di riciclo. Ecco come.

Consapevolezza e responsabilità


Prima di tutto serve un promotore, una sola persona o un piccolo gruppo, che abbia il ruolo di responsabile. Se in azienda ci sono resistenze riguardo questa idea o c’è poca sensibilità, ecco cosa puoi fare in qualità di promotore di una programma di riciclo:

  • Parla col tuo capo o con il responsabile delle risorse umane e spiega il motivo per cui pensi che un programma di riciclaggio sarebbe un bene per l'ufficio. Ricorda anche che potrebbe potenzialmente far risparmiare soldi all'azienda.
  • Parla con i tuoi colleghi di lavoro della possibilità di avviare un programma di riciclo. Più persone hai a bordo, meglio sarà. Fai in modo che chi è responsabile del tuo ufficio sappia che ci sono altre persone che ti sostengono.
  • Infine, redigi il tuo piano. Ti servirà per essere più efficace quando dovrai mettere in pratica nuove idee sul lavoro. Quindi, segui alcuni dei passaggi qui di seguito per elaborare un piano attuabile che potrai portare con te quando presenterai la tua idea.

Fai la verifica dei rifiuti


Dopo aver ricevuto l’ok per mettere in atto il piano, ti serve capire quanto dell’immondizia in ufficio possa essere effettivamente riciclato. Teoricamente, dovresti pesare tutta l’immondizia che troverai nei vari cestini e ripetere questa operazione periodicamente. Questo servirebbe a farti capire nel tempo i progressi del piano di riciclo.

L’operazione però risulta difficile da mettere in pratica in molti contesti aziendali per evidenti questioni pratiche. Questa verifica sarebbe importante, ma è meglio avere un programma di riciclo che non includa controlli sui rifiuti piuttosto che non averlo per niente.

Trova un trasportatore


Prima di poter iniziare un programma di riciclo, assicurati che il ritiro dei rifiuti in azienda venga fatto secondo la logica della raccolta differenziata.

Se il tuo attuale fornitore di ritiro rifiuti non fornisce questo servizio, potresti essere costretto a cercare cercare un'azienda locale come nuovo fornitore. Questa nuova azienda dev’essere in grado di saperti dire quali materiali accettano per il riciclaggio e nel caso potresti essere tu a suggerire come dividere i rifiuti.

Promuovi il tuo programma


Una volta sistemata la questione ritiro e trasporto dei rifiuti, puoi pubblicizzare il tuo programma di riciclo all’interno dell’azienda e far sapere ai tuoi colleghi esattamente cosa dovrebbero e non dovrebbero riciclare. Avrai bisogno di rendere il programma il più semplice possibile, quindi assicurati che ci siano abbastanza contenitori per il riciclaggio e che possano essere facilmente raggiunti da chiunque.

Consenti a tutti nel tuo ufficio di conoscere le regole relative al tuo programma di riciclo. Avranno bisogno di sciacquare i contenitori di cibo prima di riciclarli? L'involucro di plastica o le pellicole sono accettati? Prendi in considerazione anche la collocazione di poster con ciò che è e non è accettato in prossimità di contenitori per il riciclo.

Organizza controlli regolari


Se l’audit dei rifiuti non è possibile, pensa ad un modo per quantificare lo sforzo che tu e tuoi colleghi state facendo per il riciclo. Per esempio, potresti contare i sacchi di rifiuti delle diverse tipologie: carta, vetro, plastica, ecc.

Una volta che hai tutti i tuoi numeri, comunica a tutti in ufficio i risultati e l’andamento dell’attività nel tempo, se ci sono cioè progressi oppure no. Fai sapere loro se ci sono aree in cui potrebbero migliorare. Se necessario, ricorda a tutti quali articoli sono riciclabili e quali no.

Dovresti eseguire una verifica dei rifiuti su base periodica regolare. Prendi in considerazione una pianificazione trimestrale o semestrale, in modo da poter individuare eventuali problemi e continuare ad aiutare la tua azienda a migliorare il tasso di riciclo.



martedì 30 gennaio 2018

In che modo riciclare i pallet di legno aiuta a togliere le auto dalla strada?

Un calcolatore ti dice quanta CO2 viene tolta dall’atmosfera grazie al legno.
Le grandi aziende continuano a investire in favore della sostenibilità. Colossi americani del business come Citi (carte di credito), Shell (carburanti) e Walmart (grande distribuzione) stanno rinnovando il loro impegno con nuove iniziative. 

Walmart, per esempio, ha recentemente annunciato l'intenzione di voler ridurre le emissioni di carbonio della propria azienda attraverso il Progetto Gigaton. L’obiettivo è quello di ridurre le emissioni di gas serra di un Gigaton di emissioni di CO2 tra oggi e il 2020 attraverso la catena di approvvigionamento. E’ come se venissero tolte dalla strada oltre 211 milioni di autovetture dalle strade degli Stati Uniti per un anno. 
Wood Waste Calculator, il calcolatore del carbonio

Secondo una stima pubblicata qualche anno fa (in particolare gli articoli ‘Pallet Re-Use’ e ‘Recycling Saves High Value Material from Landfills’, pubblicati nel 2010), ogni anno vengono riciclati 357 milioni di pallet. Basandoci sul Calcolatore del Carbonio che tiene conto del modello di riduzione dei rifiuti EPA (United States Environmental Protection Agency), possiamo dire che ogni 10 pallet di legno riciclati teniamo un’auto lontana dalla strada.

Sulla base di questi numeri, l’obiettivo che si è posto Walmart è realizzabile?  Secondo il calcolatore approvato EPA, lo sforzo del colosso del e-commerce equivarrebbe a togliere 34 milioni di auto dalla strada. Se teniamo conto della stima di 357 milioni di pallet riciclati ogni anno tra il 2010 e il 2017, Walmart taglierebbe il traguardo del Gigaton entro il primo gennaio 2018.

Ecco un video che spiega il legame tra pallet di legno e sostenibilità:


Così il legno sottrae il carbonio dall’aria

I pallet di legno sono spesso considerati solo come costi legati alle spedizioni. Il 50% del peso netto di un pallet di legno è carbonio. Quel carbonio è stato ‘rubato’ dall'atmosfera durante la fase di crescita dell'albero e rimarrà in quel prodotto di legno per tutta la sua vita. 

Senza quel prodotto, il carbonio invece che venire immagazzinato verrebbe semplicemente rilasciato nuovamente nell'atmosfera sotto forma di anidride carbonica, cioè un cosiddetto gas serra. ‘Imprigionare’ il carbonio nel legno e continuare a riciclare prodotti in legno come i pallet continuerà ad avere un enorme impatto sulla riduzione delle emissioni di gas serra.

> Ecco dove puoi trovare pallet di legno nuovi e usati.


Fonte: naturespackaging.org 

venerdì 29 dicembre 2017

Perché è importante la storia di un imballaggio in legno


Ecco come in Italia si tutelano produttori, utilizzatori e ambiente.


Globalizzazione vuol dire anche scambi commerciali sempre più intensi tra paesi di tutto il mondo. È quello che è successo negli ultimi anni e che ha aumentato la necessità di tenere traccia della storia degli imballaggi in legno. Questo materiale è infatti un canale di diffusione di organismi nocivi che rappresentano un rischio per le foreste. Poter ripercorrere a ritroso tutta la filiera produttiva dei pallet in legno è perciò funzionale al controllo della qualità degli imballaggi.

Quali sono le misure esistenti: Riferimento di Rintracciabilità Fitosanitaria (RRF)


Lo Standard ISPM 15 serve proprio a garantire questo controllo: nei paesi che aderiscono al protocollo, è obbligatorio usare legno sottoposto a specifici trattamenti approvati e si contraddistingue per il marchio IPPC/FAO (Convenzione Internazionale per la Protezione delle Piante della FAO). In Italia, è il Comitato Tecnico FITOK del Consorzio Servizi Legno-Sughero a gestire il Marchio IPPC/FAO per l’ISPM-15.

Nel nostro paese, proprio il FITOK, in accordo con i servizi fitosanitari regionali, ha introdotto un ulteriore strumento per il tracciamento del legname per imballaggi. Si tratta di un numero di lotto (Riferimento di Rintracciabilità Fitosanitaria) che associa in modo univoco il trattamento fitosanitario e imballaggi in legno trattati, o prodotti con materia prima già trattata. È un ulteriore elemento che garantisce la rintracciabilità e la sicurezza dell’avvenuto trattamento.

Il Riferimento di Rintracciabilità Fitosanitaria (RRF) è ad oggi un’esclusiva italiana. Non ci sono al momento altri paesi che adottano questa misura che consente alle aziende di dimostrare, in caso di contestazione, l’esecuzione del trattamento fitosanitario e la sua efficacia. In caso di contraffazione del marchio, l’azienda può quindi dimostrare anche la sua estraneità al fatto.

Com’è composto il codice RRF? 


È un codice di quattro cifre con una barra che divide le ultime due cifre: ‘0000/00’. Le prime quattro cifre sono il numero progressivo con cui viene identificato il lotto di produzione mentre le ultime due corrispondono all’anno in corso. Questa serie di numeri è il riferimento di rintracciabilità fitosanitaria che tutti i soggetti aderenti a FITOK devono apporre sugli imballaggi. Il codice RRF ripercorre in più tutta la filiera a partire dal prodotto finito, per passare al pacco di semilavorato che ha dato vita all’imballo, e poi al numero identificato del trattamento termico a cui l’imballaggio è stato sottoposto.

Questo si può fare solo sugli imballaggi di nuova produzione? Dal 2012, la rintracciabilità è possibile anche sui pallet usati conformi allo Standard ISPM 15. Il sistema è simile a quello del RRF: una numerazione univoca, che si trova su particolari etichette non removibili, permette di risalire al soggetto che ha selezionato, riparato e immesso sul mercato il pallet usato.

Perché produrre a marchio col marchio FITOK?



  • Pallet e imballaggi in legno a marchio IPPC-FAO prodotto in Italia permettono alle aziende di essere sempre in grado di ricondurre la non conformità al processo che l’ha generata e di ridurre al minimo le conseguenze che si ripercuoterebbero, in caso di non conformità allo standard, sull’azienda stessa, sui clienti e sull’ambiente.
  • Le azienda aderenti a FITOK sono sottoposte a controlli annuali da parte di ispettori certificati a livello europeo che monitorano le procedure di accettazione e selezione della materia prima e produzione dell’imballo finito. Inoltre, sono monitorate giornalmente tramite il gestionale FITOKWEB.


Produrre a marchio FITOK significa ridurre il rischio di utilizzo delle barriere fitosanitarie da parte dei paesi importatori. Per un’azienda, vuol dire avere una maggiore capacità di penetrazione nei mercati grazie alla consistente riduzione degli ostacoli che ogni giorno i prodotti devono superare.

Ambiente, produttori e utilizzatori: 3 cose da sapere sulla loro tutela



  1. Una polizza assicurativa copre tutti gli imballaggi prodotti da soggetti autorizzati FITOK per un anno dalla data di produzione o trattamento. Interviene a  seguito di una contestazione offrendo supporto nella gestione documentale e risarcendo, in seguito a perizia, i costi di un eventuale ritrattamento, distruzione o rimpatrio degli imballi contestati. 
  2. I Riferimenti di Rintracciabilità Fitosanitaria aiutano a combattere il problema della contraffazione. Il marchio IPPC/FAO – FITOK, abbinato alla rintracciabilità fitosanitaria, rende l’imballaggio in legno italiano un prodotto unico, tracciato e certificato in maniera univoca e inequivocabile.
  3. Il sistema FITOK, oltre a ridurre al minimo il rischio di contestazione fitosanitaria e blocchi in dogana, garantisce al cliente un prodotto di qualità.



> Ecco dove comprare pallet in legno nuovi e usati EPAL da un soggetto autorizzato FITOK


Fonte: Conlegno

LINK UTILI:

FITOK e ISPM-15: http://www.conlegno.eu/it/fitok/ispm-15-e-fitok/la-risposta-italiana/raccomandazioni-agli-utilizzatori/notizie-utili--limportanza-della-rintracciabilita-fitosanitaria 

Comitato tecnico FITOK:
http://www.conlegno.eu/it/comitati-tecnici/fitok/mission-3 

Info generali FITOK e ISPM-15
http://www.conlegno.eu/it/ispm-15-e-fitok

giovedì 30 novembre 2017

Ecco perché aumenta il prezzo degli imballaggi in legno

In Italia la domanda di pallet è in crescita, ma ci sono anche altre ragioni più strutturali.
L’economia dovrebbe essere finalmente ripartita dopo la crisi, a dirlo sono anche i numeri del fatturato della produzione di pallet in legno. Sono prodotti destinati alla grande distribuzione e alla logistica delle merci, perciò le notizie che danno un comparto in ripresa sono un ottimo segnale anche più in generale per l’economia del paese.

Il prezzo del legno è però aumentato sensibilmente. Si parla di circa il 15% (prezzo di riferimento dei segati di conifera, fonte Assoimballaggi) che corrisponde a 25 euro al metro cubo. Come si giustifica un tale incremento?

Un insieme di più fattori contingenti


I fattori che stanno determinando questo aumento dei prezzi degli imballaggi in legno sono diversi, alcuni contingenti e altri strutturali del sistema Italia. Ecco quali sono:

  • I fornitori storici: Austria e Germania non riescono a soddisfare le richieste italiane perché negli ultimi anni sono rimaste a livello di produzione pre crisi, più bassi rispetto alla normale richiesta. Inoltre hanno trovato nuovi clienti in altre zone del mondo (Asia e America), proprio per cercare di differenziare i propri mercati di riferimento ed ammortizzare gli effetti negativi della crisi. Alcune catastrofici che hanno colpito il patrimonio forestale nazionale ha poi impedito un prelievo forestale più cospicuo in alcuni altri paesi fornitori come la Slovenia.
  • L’edilizia in legno: nel nostro paese questo tipo di costruzione è in forte crescita. A dirlo è il 2° Rapporto Case ed Edifici in Legno (realizzato dal Centro Studi Federlegno Arredo Eventi per conto di Assolegno). Numeri importanti che, come sottolinea anche Il Sole 24 ore, collocano l’Italia al quarto posto in Europa in questo settore, dietro a Germania, Gran Bretagna e Svezia. La crescita della produzione nazionale di prefabbricati in legno è del 9,9%, con una quota di mercato pari al 7,2% del totale dei permessi di costruire in Italia. Aggiungiamoci poi il crescente successo dell’ Arredopallet per capire come la richiesta di legno sia sempre maggiore.  
  • Patrimonio forestale nazionale non sfruttato. Ne avevamo già parlato a suo tempo di come in Italia manchi un piano forestale nazionale che permetta di sfruttare meglio in modo più efficace le nostre foreste. Federlegno ricorda da anni come ‘un bosco curato sia un bosco più sicuro’ e questo alla luce degli ultimi drammatici fatti di attualità dovrebbe far riflettere molto. Boschi e foreste oggetto di un piano strutturale più efficiente potrebbero così diventare per l’Italia una fonte di reddito. I numeri parlano di un ‘tesoretto’ verde valutabile in circa 11 milioni di ettari la cui gestione porterebbe a circa 280.000 nuovi posti di lavoro, secondo Federlegno.
Stai cercando dei pallet in legno nuovi o usati? Li trovi qui, sono adatti sia per la logistica sia per i tuoi progetti di arredamento.

Fonti:

Tratto da ‘Imballaggi e Riciclo’ di Agosto 2017 ed Il Sole 24 Ore

giovedì 2 novembre 2017

Arredopallet, la nuova frontiera del business: non più solo logistica

Usare i pallet di legno per arredare sta diventando una nuova fonte di entrata per produttori di bancali, non solo in nord Italia.

Un elemento tecnico, ecosostenibile e flessibile. Per diversi motivi i produttori di pallet si stanno sempre più innamorando del arredopallet. Prima di tutto, permette di diversificare non solo le applicazioni dei bancali di legno ma anche il business.

Seppur ancora a livelli di nicchia, anche in regioni come la Sicilia l’arredopallet sta prendendo piede e le aziende integrano sempre più spesso questa nuova voce nell’offerta dei loro siti web. I benefici sono anche di comunicazione: il pallet nasce come strumento per le aziende e i trasporti, ma con l’avvento della moda del arredopallet anche il consumatore finale ha cominciato sempre più ad interessarsi a questo nuovo elemento di arredo.

Pallet di legno, protagonista anche in tv


Richiamo anche mediatico quindi. Un esempio? Nella trasmissione televisiva Masterchef Italia, in onda su Sky e dal seguito popolare, si fa ampio uso nelle scenografie dei pallet di legno.


Ma è soprattutto la versatilità del pallet ad attirare l’interesse del pubblico di appassionati di arredamento fai da te. Negli studi di Sky puoi vedere nella loro veste tradizione, cioè nella struttura geometrica tipica del bancale, fatta di otto traverse e di nove blocchetti.



Ma nella realtà le possibilità di utilizzo sono molte perché il pallet può essere smontato, modificato e ricomposto in tante forme diverse come un Lego, per comporre tavolini, divani, fioriere, porta bottiglie, ecc.


Arredopallet: bancali di legno nuovi o usati?


La spinta all’ecosostenibilità fa preferire i pallet usati a quelli nuovi. Dal punto di vista del produttore è un’esigenza anche di business: preparare pallet usati per arredare vuol dire risparmiare e far pagare meno anche il cliente finale.

Anche in luoghi caldi, come la Sicilia di cui ti parlavamo prima, il legno del pallet risulta essere un ottimo materiale perché permette di realizzare arredi robusti per resistere ai forti venti che spesso soffiano da quelle parti, al basso livello di umidità e all’esposizione prolungata alla luce e al calore. Un elemento semplice e naturale, che si sposa perfettamente con il contesto tradizionale siciliano e che è sempre più usato in una regione che ai suoi tanti turisti offre così un tipo di ospitalità anche moderna.

Chi produce pallet così si trasforma anche in progettista e pensa a un finissaggio che renda questi nuovo arredi in legno sicuri per gli utenti e gli operatori, con superfici resistenti e belli da vedere. Se le richieste del cliente non lo permettono, allora la scelta ricadrà su pallet nuovi realizzati ad hoc per il progetto.

L’arredopallet continua la sua diffusione e sempre più spesso lo puoi trovare in bar, enoteche, stabilimenti balneari, negozi, discoteche, arredi per esterni e interni di privati. Per i produttori di pallet di legno è sicuramente una buona notizia.

> Dove comprare pallet nuovi e usati per i tuoi progetti di arredamento.


Fonti

Tratto da ‘Imballaggi e Riciclo’ di Agosto 2017
Le immagini sono prese da Sky.it

lunedì 2 ottobre 2017

Si fa presto a dire ‘green’: come valutare la qualità del legno

Da dove proviene, come viene lavorato e secondo quali standard: tutto quello che devi sapere per fare una scelta ecologica.
Non tutto il legno è uguale, non tutto questo tipo di materiale si può considerare ecologico e sostenibile. Ha ricordare questo principio dalla pagine del magazine del portale Houzz, dedicato al mondo dell’arredamento, è Antonia Solari. L’architetto mette l’accento su alcuni principi ma fondamentali semplici nella scelta di questo materiale.

Le certificazioni ambientale ti dicono se verranno ripiantati alberi nella zona da cui viene la legna che vuoi usare, per seguire una politica di riforestazione consapevole, gestita e realmente green. Anche nell’approvvigionamento di prodotti in legno scegli il ‘Km zero’, prediligi cioè i produttori più vicini e il materiale di recupero, per ridurre inquinamento e sprechi.

Certificazioni del legno: quali e cosa garantiscono


Legno pulito ma anche che abbia seguito un percorso di produzione rispettoso dell’ambiente. Ecco quali sono le certificazioni più importanti che devi conoscere:

  1. Il Forest Stewardship Council (FSC) riguarda il settore forestale e supporta la buona gestione dal punto vista ecologico, sociale ed economica delle foreste del mondo. Garantisce la riforestazione programmata dei boschi da cui sono stati prelevati gli alberi.
  2. FSC Recycled ci dice quali prodotti contengono il 100% di legno riciclato, di cui almeno l’85% post-consumo.
  3. Il protocollo PEFC garantisce che la materia prima legnosa derivi da foreste gestite secondo principi di sostenibilità.

In campo commerciale, quando parliamo di imballaggi, la sigla da conoscere e da esigere sempre è EPAL. È la sigla che riconduce alla “European Pallet Association e.V.”, l’associazione che riunisce produttori e riparatori autorizzati di pallet in legno e ne garantisce il livello di qualità. Quando devi acquistare pallet ricerca sempre questo marchio sul bancale in legno in legno e verifica l’affidabilità dell’azienda fornitrice per evitare brutte sorprese.

>  Compra pallet nuovi o usati presso operatori con licenza EPAL e certificazioni nell’ambito della sicurezza sul lavoro e di qualità degli standard di realizzazione dei prodotti.

Da dove viene il legno?

Che non tutto il legno sia uguale ce lo dice anche la provenienza di questo materiale naturale. Sia che si parli di arredamento, con legno usato quindi per i mobili di casa, sia che si parli di imballaggi, è fondamentale sapere da dove viene il legname per poter fare una scelta ecologica certa e consapevole. Se il legno proviene da foreste vicine, l’energia consumata per trasportarlo a destinazione sarà sicuramente inferiori di quello che arriva da paesi lontani. Facciamone poi anche una questione di promozione delle attività locali e delle risorse più prossime a noi.

Teniamo quindi in considerazioni tutti questi fattori quando vogliamo fare una scelta veramente ‘green’ e usare il legno.